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Tumori a ovaie e seno: i farmaci antitumorali






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Arrivano nuovi farmaci mirati


Buone speranza per le donne con tumori alle ovaie e al seno


Cancro alle ovaieLa scienza apre nuovi squarci per la cura dei princiupali tumori della donna. La conferma viene da Milano, dove si è tenuto il convegno della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO). Ma andiamo con ordine, circa il tumore all'ovaio, che ogni anno in Italia colpisce 45.000 donne. Un farmaco biologico chiamato bevacizumab che agisce inibendo l'angiogenesi, ha infatti dimnostrato che aumentare del 15% a una nno la probabilità per le donne di vivere più a lungo senza che la neoplasia pegfgiori.

È una svolta importante nel trattamento di una malattia che negli ultimi anni non ha offerto nuove opzionin terapeutiche. Lo studio ICON7 ha coinvolto 1528 donne, suddivise in due gruppi: al primom è stato somministrato il trattamento standard, al secondo la chemioterapia tradizionale associandola al bevacizumab.

Cancro al senoSiamo riusciti a cronicizzare la maolattia grazie alle armi che abbiamo oggi a disposizione. Buone le notizie anche per il trattamento del tumore als eno: la chemioterapia ha trovato un nuovo trasportatore ideale, che la porta al cuore della cellula trumorale.

Si chiama T-DM1 ed è una molecola rivoluzionaria che funzione come vettore e che trasporta con se una sostanza altamente tossica se soministrata in modo normale, ma superefficace se rilasciata solo lì dove proliferano le cellule neoplasstiche. T-DM1 è il primo di una classe di molecoile denominate anticorpi armanti e cpombina i benefici clinici di bevacizumab, che ha già cambiato per il meglio la storia naturale della malattia HER2 positiva, con la chemioterapia potente costituita da DM1, della famiglia dele maitansine.

Tumore al senoSempre su questo fronte, infine, ci sono speranze per lew donne che hanno un tumore triplo negativo, le cui cellule non presentano quindi segnalatori specifici per gli ormnoni estrogeni e per i recettori HER-2. Queste forme sono circa il 15% del totale e purtroppo di giovano solo della chemioterapia.

Nuovi farmaci in fase di sperimentazione chiamati inibirtori Parp, vanno ad attaccare specifici meccanismi di riparazione delle cellule tumorali e in associazione alla chemiotarepai possono aumentare i risultati. Tra questi il più avanti è il BSI-201, che insieme alla chemioterapia ha dimostrato di dare una miglior risposta e di aumentare la sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia.